Le nonne sono sempre le migliori distributrici di buone pratiche di vita. Quante volte avrai sentito frasi come: “Mi raccomando, fai così… stammi a sentire… ascolta i miei consigli… metti in pratica questa abitudine…”. È dalla mia (buonanima) immaginandola in una versione di Nonna Digitale, che traggo ispirazione per condividere con te otto consigli per sane abitudini di lavoro e di vita da mettere in pratica ogni giorno (o quasi).

Indice dell’articolo:

  1. Allena la memoria!
  2. Bevi molto e dormi bene!
  3. Alzati e passeggia, fai sport!
  4. Sii semplice!
  5. Porta a termine poche cose!
  6. Rispetta l’ordine del giorno!
  7. Fai qualcosa, adesso!
  8. Delega, se possibile!

 

1. Allena la memoria!

Giochi di numeri e di parole, date, luoghi geografici, ricorrenze, esercizi di scrittura, poesie, filastrocche, associazioni mentali, riferimenti e punti di orientamento, osservazione e identificazione. Quando hai a disposizione molti dati intorno a te, poi utilizzarli per allenare il cervello a essere prestante e veloce.

 

2. Bevi molto e dormi bene!

Due litri di acqua al giorno: sì o no?

Nella mia esperienza di allenamento per la palestra, ho ascoltato pareri discordanti. Sicuro è: meglio acqua che bevande gasate.

Per il dolce dormire è lo stesso dilemma: son sempre valide le magiche otto ore? Dipende dall’età e dallo stile di vita, ma per un corpo in forma e pieno di energia meglio non scendere al di sotto delle sei ore. Certo è che dormire ristora mente e corpo, e quando si ha bisogno di un veloce recupero nell’arco della giornata, 30 minuti sono l’ideale. Non di più.

 

3. Alzati e passeggia, fai sport!

Se il tuo lavoro è parecchio sedentario, alzati… te lo ripeto, alzati! Ehi, ti ho detto: ALZATI! Cammina, passeggia, allenati, percorri una minima distanza di 10 mila passi, ma non stare fermo. Passeggiare scarica tensioni, tossine, pensieri e grassi. Rimette in circolo ossigeno e resetta il cervello.

Pratichi già uno sport? Bravo!

Se non lo pratichi, mia nonna ti direbbe: E a chi aspetti?! Trova la motivazione personale per dedicare 2 giorni alla settimana alla cura del tuo corpo. Non si tratta solo di estetica (e non ci sarebbe nulla di male, anzi!), è soprattutto una questione di salute fisica e di prevenzione di disturbi, malattie, complicazioni e ogni altra noia dietro l’angolo.

Fondamentale: inserisci sempre sessioni di riscaldamento, ginnastica posturale e stretching a fine giornata.

 

4. Sii semplice!

Nel parlare.
Nello spiegare.
Nella comunicazione.
Nella gestione.
Nelle azioni.
Nei pensieri e nelle parole.
Nei gesti.
Nei concetti e nei contenuti.
Nel design e nella scrittura.
Nel progettare e nel costruire.

Non si tratta di essere modesto o superficiale. La nonna digitale ti consiglia: “Semplice, uagliò!”

 

5. Porta a termine poche cose!

Che siano buone e utili, specifica la nonna, contro la dispersione delle energie, della fatica e della concentrazione.
Io mi anticipo una to-do-list in base alla priorità e all’importanza dei progetti. Ti confesso: la tentazione di includere tutto è sempre insidiosa.

Per ottenere produttività la sfida è comprendere quali siano i punti essenziali del momento e lavorare su quelli fino alla loro conclusione.

 

6. Rispetta l’ordine del giorno!

Questa è una chimera: rispettare l’ordine del giorno (il famoso ODG).

Ci vuole calma e sangue freddo? Ci vuole grande concentrazione nell’evitare di aprire millemila altre finestre e attenersi alla tabella di marcia, ma si sa la vita è imprevedibile e l’ansia ci assale. Dovremmo delegare o rimandare, sterzare, frenare, accelerare, evitare distrazioni, saper temporeggiare, frenare gli impeti e gestire il tempo… il tempo, amico-nemico!

Le vittorie sono poche? Poco male, l’importante è l’allenamento. Lo dico prima a me stesso.

 

7. Fai qualcosa, adesso!

L’immobilismo nuoce gravemente alla produttività.

Ogni giorno possiamo fare qualcosa, mettendo da parte se, ma, però, forse. Che sia l’invio di una email, la candidatura a un concorso, la richiesta di un’informazione, la risposta a un quesito, la bozza di un progetto, la prova di un esperimento, la scelta tra opzioni.

L’importante è agire, avviare un meccanismo e vedere poi fin dove si potrà arrivare. Forse, lontano. Molto lontano.

 

8. Delega, se possibile!

Anche il collaboratore, il collega o l’altro ufficio hanno talento e possono aiutarti a gestire meglio il processo di ideazione, realizzazione e promozione di un prodotto/servizio.
In questo modo si struttura una filiera che è meglio di quanto possano fare tutti gli Umpa Lumpa del mondo, e si possono raggiungere gli obiettivi con maggiore velocità e qualità.

 

Uagliò, delegare non vuol dire sobbarcare di lavoro gli altri, scappottarsela dalle proprie responsabilità, scaricare il proprio lavoro a chi non ha le competenze adeguate o il ruolo assegnato. Sta’ a sentire la Nonna Digitale e camperai felice!