NeapoliStorytelling

narrazioni, storie, sceneggiature, analisi dei luoghi

Il barocco cinematografico dei sensi

L’umanesimo tecnologico del Barocco nella Certosa di San Martino di Napoli ci insegna già tutto sul coinvolgimento sensoriale e cinematografico dei luoghi.

Il vecchio e la vergine

La vergini nei Vergini

«Solo lui, vecchio e rude, si rese conto quanto fosse bella, giovane, selvaggia e ribelle, non tenne in conto le sue mani sporche di sangue e quegli occhi neri come la solitudine. Non ebbe paura di lei, sapendo che stava comunque correndo un rischio. Le sfiorò il mento e le alzò con delicatezza il viso. Era come una tigre indomita, cercata dagli uomini solo per la sua pelle e le sue notti.

“Mi caccerò in un bel guaio, lo so…”, pensava fra sé: farsi sbranare o innamorarsi.

Poi, d’improvisso, lei gli disse qualcosa.

E lui non se lo aspettava davvero…».

Story by Giovanni Postiglione

Murale painted by Facte Artist

I leoni guardiani

Il lato oscuro

– Commissario, abbiamo intercettato i responsabili degli strani fenomeni descritti dalle vittime.
– Bene, dunque quei suoni e quelle ombre erano solo frutto di un piano ben congeniato per spaventare gli acquirenti.
— Esatto, Commissario. Però ancora non riusciamo ad aprire la doppia porta che abbiamo individuato dietro la libreria. Pensavamo potesse essere solo un ripostiglio e invece si legge una sigla…
— Quale?
— CIA, 1950.

La vertigine del Vanvitelli

La vertigine di Luigi.

Il fatto è questo: la terrazza vista mare batte la Scala Santa, ma tutti ci affacciamo e fotografiamo la vertigine di Vanvitelli.

Gli dèi all'alba

Gli dèi all’alba.

Ricevere un segno prodigioso è il nostro bisogno quando ci affacciamo all’antico mare greco.
O ascoltare risposte nel silenzio, all’alba.

Ero in auto, lato passeggero, e ho scattato questa foto. Raggiungevo la stazione, per una destinazione ormai archiviata.

Ernesto poeta

«Non so se mi conosci.
Forse è più famoso Roberto.

Forse i tuoi nonni o i tuoi genitori ti hanno parlato di me qualche volta?

Prova a cercarni su Spotify o su YouTube. Forse ti piacerà qualcuna della mie poesie.
Be’, se potessi farmi cantare, ancora, un’ultima volta, attraverso questa lastra di marmo, quali vorresti ascoltare?»

La gara delle smorfie di dolore
Quale cuore è vivo?

Nel salotto del racconto dell’arte toscana a Napoli, tre artisti si connettono e si raccontano con la materia analogica:
Guido Mazzoni umanizza la terracotta nel Compianto
Jago Artist offre un Muscolo Minerale e una Reliquia di marmo
Giorgio Vasari affresca un messaggio cifrato (con la fortuna di chi si trova al posto giusto nel momento giusto).

Io ci sto in mezzo, ci sto sotto, ci sto intorno.
E percepisco la quota di storytelling che emana la Fabbrica di Sant’Anna dei Lombardi.

Lo storyrelling del dolore
Lo storytelling delle emozioni nel Compianto sul Cristo morto
Guido Mazzoni (come Giotto, Niccolò dell’Arca, Botticelli, Lotto o il Caravaggio) è un regista del racconto drammatico.
L’Uomo dei dolori evangelico innesca un carillon di altrettanti uomini e donne dei dolori, progettati in modo da non spegnersi mai grazie alle connessioni visive tra ogni personaggio (anche se la disposizione attuale è alterata).
Quali sono gli occhi di Ferrante d’Aragona? E le rughe di Alfonso II?
Identificare i personaggi non ci interessa. Andiamo nel profondo e riconosciamoci noi, uomini e donne dei dolori, attraverso le emozioni dei figuranti. Questo evento racconta il dolore, una storia che tutti abbiamo vissuto, che tutti conosciamo, che tutti viviamo.
Il racconto delle emozioni nell’arte è più umano e più “facile” da accogliere, anche quando non abbiamo gli strumenti scientifici per leggerla e interpretarla.
Guarda questi occhi, riconosci le lacrime, anche se non le vedi. Chi sei tu? Dove sei stato anche tu? Quale memoria di dolore ti appartiene?
La rassegnazione? La disperazione? Il trauma silenzioso? Lo shock senza fiato? La compassione? Il pianto abbondante? L’accettazione inerme? La pietà?
Se ti identifichi emotivamente in una di queste narrazioni, ci sei tu, c’è una parte della tua storia di vita. Ora sì, ora puoi comprendere l’arte, puoi comprendere la scultura rinascimentale, puoi comprendere il Compianto di Mazzoni, anche senza leggere didascalia e manuali.

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