Una storia inventata per i luoghi della cultura

Raccontare un’opera d’arte nei luoghi di cultura aiuta le persone a connettersi in modo più naturale e spontaneo con il luogo stesso o con l’universo emozionale che essa rappresenta. Il dato tecnico e informativo dell’oggetto non è comprensibile da quel visitatore privo di strumenti o competenze adeguate; le storie invece sono un fattore genetico comune a tutta l’umanità sin dall’alba dei tempi e ci proiettano, con simulazione o anticipazione, nelle esperienze di vita.

Per costruire una narrazione diversa, si può sperimentare la storia di fantasia. Costruire una storia inventata può essere utile per avvicinare, ad esempio, bambini e adolescenti, ma può rivelarsi sorprendente anche per agganciare un pubblico adulto e stimolare “la mente narrativa”. La mettiamo in azione quando vediamo un film, quando leggiamo un libro, quando siamo assorbiti in un’impresa di videogioco: si innesca un processo di identificazione con il personaggio al punto da sentirlo vivo come una persona reale.

Step 1 – Scegli il contenuto

Se tu che leggi sei un direttore museale o una guida turistica, il contenuto lo hai già, lo conosci benissimo, lo hai davanti agli occhi tutti i giorni:

  • la collezione delle opere esposte (o quella nei depositi in attesa di tornare alla luce)
  • i documenti e le fonti storiche (se lavori in un archivio o in biblioteca)
  • il patrimonio artistico di una chiesa, di un complesso monumentale, di un palazzo, di una cappella
  • gli ambienti, gli affreschi, gli arredi di un’area archeologica
  • le strade, le vie, i vicoli, le scale, i monumenti, le epigrafi, le pietre di un luogo storico (quartiere, città, centro storico).

Dopo aver scelto il personaggio e il suo contesto, dimenticalo e dimenticati.

Step 2 – Dimentica

Dimentica che il tuo personaggio sia un’opera d’arte. Dimentica di essere un esperto, un accademico, un ricercatore, uno storico, uno studioso, un curatore. Dimentica che il tuo personaggio siano all’interno di un manufatto artistico (quadro, statue, tele, documenti, vasi, affreschi, gioielli ecc.). Dimentica il lato ufficiale, prestigioso del progetto.

In fondo quelle che noi oggi chiamiamo opere d’arte non sono state concepite per essere musealizzate o conservate come tali. Siamo noi, posteri di un determinato passato, che le consideriamo (giustamente) degne di memoria storica e le tuteliamo per un valore artistico e per garantirne la sicurezza.

Dunque, svincolati da tutto questo, per un attimo (anche per qualche giorno) e lascia libero il pensiero narrativo. Lascia che la mente cominci a fantasticare su quei personaggi, ritratti o scolpiti.
Quei personaggi sono più che semplice iconografia o Storia: sono emozioni, sono scelte, sono motivazioni, sono bisogni. Sono figli di un tempo, di un luogo, di un cambiamento, di una scelta, di un bisogno, di una missione. Insomma, sono come esseri viventi, reali o inventati che siano.

Step 3 – Immagina che…

Pensa al personaggio come se pensassi a una persona, a qualcuno che conosci, magari anche a te stesso. E chiediti, cosa accadrebbe se:

  • potesse parlare e dire la propria versione sulle gesta, sugli eventi, sul mito, sul luogo che vive
  • potesse incontrarsi con gli altri personaggi dell’opera d’arte o del luogo in cui è inserito (es. sacra conversazione, una pala, una scena di un vaso, un ciclo di affreschi)
  • potessero dire cosa pensa del periodo storico in cui tu vivi, magari un evento di cronaca o una tendenza sociale
  • potesse raccontare la propria vita o la propria impresa più importante
  • potesse raccontare come si viveva nella propria epoca
  • potesse chiederti qualcosa (o al tuo pubblico)
  • potesse tornare da dove è venuto
  • potesse dirti la propria versione sui fatti della Storia, anche quelli prima della nascita o dopo la sua morte
  • potesse condividere le proprie emozioni
  • potesse… (continua tu).

In base al personaggio, e al racconto che ne uscirà, e al pubblico che ascolterà, dovrai decidere anche il tono di voce (serioso, drammatico, ironico, giovanile, irriverente, misterioso), il genere narrativo (thriller, detection, commedia, tragedia, epico, fantasy), il tipo di linguaggio (antico o contemporaneo).

A cosa serve questo esercizio

Questo metodo di storytelling (che si avvicina molto alla tecnica del what if? usato da sceneggiatori e scrittori) può aiutarti a educare il pensiero narrativo, a inventare storie. Non devi usare tutti i se potesse, sarai tu a scegliere quelli più utili al tuo progetto. Ti ho elencato alcuni esempi, la tua sensibilità ne troverà altri.

Immaginare cosa accadrebbe se i soggetti delle opere d’arte potessero dire/fare qualcosa di diverso è un modo per umanizzarli e per ottenere maggior coinvolgimento nei visitatori (che sono esseri umani, ricordalo, non numeri paganti); anche il luogo di cultura sarebbe percepito più umano e più vicino alla quotidianità dei pensieri umani. Le persone si connettono alle persone, e le opere d’arte che hanno come soggetto un essere vivente devono essere comunicate e raccontate come vive, dinamiche, interattive con la realtà.

In questo esercizio puoi liberare la fantasia e allenare la mente narrativa, ma tieni sempre in considerazione:

  • la missione culturale del tuo progetto
  • l’obiettivo della tua comunicazione
  • il messaggio che vuoi diffondere
  • l’identità e il valore unico del tuo museo/luogo di cultura
  • il target del tuo pubblico (che è il fattore più importante).

Davvero, “se le opere d’arte potessero parlare” (e ne abbiamo visti di meme in giro per il web), io credo che la prima cosa che ci direbbero è: “Grazie per la possibilità di farmi parlare!”. A volte, noi parliamo troppo, e divulghiamo solo mole di informazioni e di dati storico-artistici, se pur necessari a costruire un livello di cultura e di conoscenza nel visitatore. Ma ognuno di noi, ne sono sicuro, me in primis, quando si avvicina all’oggetto d’arte, per una volta almeno avrà fantasticato pensieri del tipo: “Ti immagini che… e se potesse dire… e se potesse fare…”.

Dopo aver letto tutto questo, cosa farai? Deciderai di restare su una linea tradizionale di divulgazione culturale, oppure romperai gli schemi e racconterai il tuo personaggio in un modo che nessuno si aspetta, ma che forse desidera?


Ci sei riuscito? Adesso, sono proprio curioso di conoscere il finale della storia che hai pensato per il tuo personaggio.

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