Concordo con chi pensa che Napoli non smetta mai di stupire con i suoi tesori nascosti. La mostra al Museo Donnaregina dedicata alla Collezione De Vito è l’ennesima conferma: un viaggio nel Seicento napoletano guidato dal rigore di un grande studioso. In questa recensione scoprirai come la passione di un privato abbia salvato e valorizzato opere di immenso valore, rendendole oggi accessibili in un contesto monumentale straordinario.
Indice dell’articolo:
- Le tele della Fondazione De Vito: un’inedita collezione di pittura barocca napoletana
- I protagonisti del Seicento napoletano della Collezione De Vito: i pittori del naturalismo caravaggesco
- Conclusioni
📌 In sintesi
barocco napoletano: una selezione d’eccellenza dei maestri del XVII secolo.
collezionismo scientifico: l’eredità di Giuseppe De Vito tra studio e passione.
dialogo museale: l’integrazione perfetta tra opere private e spazi monumentali.
Le tele della Fondazione De Vito: un’inedita collezione di pittura barocca napoletana
Un uomo si può raccontare dai suoi oggetti più cari. Quelli di Giuseppe De Vito, nato a Portici, sono tele di pittura barocca.
Anzi è un’intera collezione di tele, così tante e importanti da costituire la Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’Arte Moderna a Napoli.

(sinistra) Cristo e la Samaritana al pozzo di A. De Bellis; (centro) San Giovanni Battista con l’agnello di M. Stanzione; (destra) Santa Lucia di B. Cavallino e Sant’Agata di A. Vaccaro
A lui e alla sua collezione è dedicata la mostra Capolavori del ‘600 napoletano – La Collezione di pittura De Vito esposta nel Museo Diocesano Donnaregina a Napoli (inaugurata il 30 ottobre 2024 e prorogata fino al 30 maggio 2025 per successo di pubblico).
Per restare costantemente aggiornato sulle nuove esposizioni, gli eventi esclusivi e i dietro le quinte del Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano di Napoli, puoi seguire il profilo social ufficiale. Attraverso il canale Instagram @complesso_donnaregina, il museo condivide quotidianamente la bellezza del Seicento napoletano e le attività della sua vivace comunità culturale.

ingresso al Museo Donnaregina; locandina della mostra con “San Giovanni Battista fanciullo” di B. Caracciolo
La mostra ha permesso di esporre 35 tele di medie e grandi dimensioni. Bisogna chiamarli però capolavori della pittura del Seicento napoletano.
Essi raccontano il “Secolo d’oro della pittura napoletana” (che poi è diventato anche il nome di una rivista di settore, di cui ho scoperto avere un paio di fascicoli nella mia libreria).
È la prima volta che vengono esposte a Napoli, e per loro è stata scelta la Sala del coro superiore delle monache del Museo Diocesano nel Complesso Donnaregina.
I protagonisti del Seicento napoletano della Collezione De Vito: i pittori del naturalismo caravaggesco
Ci sono i pittori «figurativi del naturalismo caravaggesco» e quelli che avviarono la «trasformazione barocca» (tra cui Caracciolo, Stanzione, de Ribera, Cavallino, Falcone, Vaccaro, Preti e Luca Giordano), e ci sono anche i «pittori specialisti della natura morta» (Recco e Ruoppolo in prima linea).
Sono tutti nomi che furono scelti dall’Ufficio Toponomastica del Comune di Napoli per le vie del moderno quartiere Vomero.

Eliezer e Rebecca al pozzo del Maestro dell’Annuncio ai pastori
Sono i nomi dei pittori che ho studiato negli anni universitari sui manuali di storia dell’arte e alcune delle loro esposte in mostra le avevo già viste sui manuali di storia dell’arte e sulla rivista fondata proprio da Giuseppe De Vito.
Ammirarli da vicino è stato emozionante, brillano come appena usciti dalla bottega, densi di colore e di chiaroscuro, con sguardi profondi, umani e pensierosi. In queste figure la verità della natura è drammatica, filosofica, immersa nello spazio vuoto del buio e della luce.
La Fondazione Giuseppe De Vito è l’ente che custodisce l’eredità intellettuale e artistica del collezionista. Sul loro portale ufficiale è possibile consultare la storia della collezione, le attività di ricerca sulla pittura napoletana del Seicento e le pubblicazioni scientifiche che hanno reso questa raccolta un punto di riferimento internazionale.
Conclusioni
Visitare la Collezione De Vito al Museo Donnaregina è un’esperienza che riconcilia con l’idea di collezionismo inteso come bene comune.
La qualità delle opere e la cura dell’allestimento rendono questa mostra un pilastro della programmazione culturale napoletana, capace di emozionare e istruire al tempo stesso.

due ritratti di santi cristiani e al centro il San Giovanni fanciullo
È un’occasione rara per vedere dal vivo il Seicento napoletano, lontano dai grandi circuiti commerciali e vicino al cuore pulsante della storia dell’arte.
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