Il videogioco è finalmente in mostra, e lo è in un luogo di cultura, insieme alle altre Arti.
In questo breve articolo ti spiego cosa ci racconta il progetto Play – Videogame arte e oltre nella Reggia di Venaria di Torino, a cura di Fabio Viola (game designer e docente esperto di gaming e gamification per l’arte; insieme a Guido Curto, direttore del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude).

I luoghi di cultura storica sono tabernacoli del passato antico o di quello più recente, e in quanto tali ispirano nuove forme di storytelling memoriale.

Insieme alla pittura, alla scultura, alla musica, al cinema, anche i videogiochi meritano l’Olimpo delle Muse, perché la tecnologia e il digitale ormai sono dimensioni delle nostre vite. Il game-play ha segnato buona parte dell’evoluzione sociale e cognitiva dell’umanità. Chi di noi non ha videogiocato a qualcosa nella vita?

 

Guarda il video trailer della mostra Play – Videogame arte e oltre (durata meno di 1 min):

Play – videogame arte e oltre

 

È sempre possibile individuare e valorizzare le connessioni tra le diverse forme di espressione creativa, basta avere la competenze e la sensibilità. A supporto delle opere fisiche esposte, l’omonimo podcast della mostra Play allestita nella Reggia Venaria di Torino ha un enorme potenziale di marketing transmediale perché espande e arricchisce la strategia di comunicazione culturale, il contenuto e l’esperienza del visitatore.

 

La mostra viene raccontata anche nel podcast PLAY – Videogame arte e oltre. Io ho ascoltato la playlist su Spreaker durante i cinque chilometri di running (è una condizione che mi permette di restare ben concentrato sull’ascolto dei contenuti). Mi andrò a cercare tutti i videogiochi narrati nelle puntate per studiare il narrative design.

In particolare ti segnalo la puntata n. 13 dedicata alla storia del videogioco Tetris: