Il videogioco è finalmente in mostra, e lo è in un luogo di cultura, insieme alle altre arti. In questo breve articolo ti racconto il progetto espositivo Play a Torino, allestito nella magnifica Reggia di Venaria. Scopriremo come questa mostra elevi, forse per la prima volta, il medium videoludico a vera forma d’arte, capace di dialogare senza timore con i capolavori del passato.

Indice dell’articolo:

  1. La mostra Play alla Venaria di Torino: il videogame come ottava arte
  2. Il podcast Play: si completa la strategia transmediale della mostra di Torino
  3. Conclusioni

📌 In sintesi


legittimazione artistica: il videogioco viene presentato ufficialmente come la decima musa.

dialogo storico: confronto diretto tra estetica digitale e architettura barocca della Venaria.

impatto culturale: un percorso che analizza l’influenza del gaming sulla cultura moderna.

 

La mostra “Play” alla Venaria di Torino: il videogame come ottava arte

La mostra “PLAY – Videogame e oltre” è stata allestita presso le Sale delle Arti della Reggia di Venaria dal 22 luglio 2022 al 15 gennaio 2023. Rappresenta un momento di rottura culturale in Italia, consacrando il videogioco come la decima forma d’arte.

È stata curata da Fabio Viola (fondatore di TuoMuseo, esperto di game designer e gamification per l’arte) ed è stata prodotta dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude (direttore Guido Curto) in collaborazione con diversi partner istituzionali.

Finora l’opinione accademica ha considerato il videogioco un semplice passatempo per ragazzi, ignorando il suo profondo valore estetico e culturale nella società contemporanea. Fabio e Guido invece la pensano diversamente e il successo di questo progetto ha dato loro ragione.

Il percorso espositivo di “Play” racconta l’impatto dei grandi titoli del mondo dei videogiochi sulla cultura moderna. Questo evento rappresenta un punto di svolta fondamentale per la divulgazione digitale in Italia: la missione è ridurre la distanza tra il pixel e la tela, con una visita museale organizzata come un’esperienza immersiva totale.

🏛️ Approfondimento istituzionale

Per approfondire altri dettagli sulla Play ospitata all’interno della residenza sabauda, puoi visitare la pagina dedicata sul sito ufficiale della Reggia di Venaria. Troverai video interviste a Fabio Viola e potrai ascoltate le puntate del podcast della mostra.

 

Il concetto e gli obiettivi

Il cuore del progetto non è una semplice celebrazione nostalgica del gaming, ma una riflessione profonda sul videogioco come laboratorio estetico e sociale. L’obiettivo principale era duplice:

  • elevazione culturale: dimostrare che i videogiochi condividono lo stesso DNA artistico di pittura, architettura, cinema e musica
  • impatto sociale: analizzare come il medium influenzi la nostra percezione del corpo, dell’ambiente urbano, della politica e della storia.

Insomma, anche i videogiochi meritano l’Olimpo delle Muse dell’Arte, perché la tecnologia e il digitale ormai sono dimensioni influenti nelle nostre vite. Giocare ai videogiochi sulle consolle o al PC ha segnato buona parte dell’evoluzione sociale e cognitiva dell’umanità. Chi di noi non ha videogiocato a qualcosa nella vita?

 

▶️ Clicca su play e guarda lo spot promozionale dell’iniziativa culturale “PLAY. Un anno tutto da giocare” sul canale YouTube della Reggia di Venaria Reale (🕘 durata 28 sec.)

PLAY. Un anno tutto da giocare

 

Percorso espositivo e fruizione

La mostra si sviluppa attraverso dodici sale tematiche concepite come Game Rooms, in cui il visitatore non è un semplice spettatore ma un partecipante attivo. La fruizione alterna:

  • contemplazione: visione di oltre 160 titoli, bozzetti preparatori e concept art originali
  • interazione: postazioni di gioco che permettono di testare l’evoluzione del gameplay, dai classici arcade alle esperienze contemporanee
  • dialogo multidisciplinare: accostamenti inediti tra capolavori del passato (esposti digitalmente o tramite riferimenti) e mondi digitali (ad esempio, il legame tra le vedute del Settecento e gli open world moderni).

La scelta di un immobile storico come la Reggia torinese consacra ancora un volta i luoghi di cultura storica come tabernacoli in grado di ospitare, ispirare e dialogare con le nuove forme di storytelling memoriale.

Valorizzare le connessioni tra diverse forme di espressione creativa è possibile: basta avere le competenze e la sensibilità per costruire un raccordo concettuale ed esperienziale.

 

▶️Clicca su play e guarda il video trailer della mostra Play – Videogame arte e oltre sul canale YouTube della Reggia di Venaria Reale (🕘 durata 1 min.):

Play – videogame arte e oltre

 

Il podcast Play: si completa la strategia transmediale della mostra di Torino

A supporto delle opere fisiche esposte, La mostra viene raccontata anche nel podcast PLAY – Videogame arte e oltre.

ha un enorme potenziale di marketing transmediale perché espande e arricchisce la strategia di comunicazione culturale, il contenuto e l’esperienza del visitatore.

Io ho ascoltato la playlist su Spreaker cinque chilometri di running (è una condizione che mi permette di restare ben concentrato sull’ascolto dei contenuti). Dopo mi sono cercato tutti i videogiochi narrati nelle puntate per studiarne il narrative design.

Ti consiglio, in particolare, di ascoltare la puntata n. 13 del podcast dedicata alla storia del videogioco Tetris.

 

▶️ Clicca su play e ascolta il contenuto sulla piattaforma Spreaker (🕘 durata 19 min.)

 

Tecnologie e autori

A livello tecnologico, la mostra ha fatto convivere il retro-gaming (hardware originale d’epoca) con le più moderne installazioni di digital art e proiezioni immersive.

Tra gli autori e i pionieri celebrati nella Sala dei Maestri figurano nomi del calibro di Yoshitaka Amano (Final Fantasy), Tōru Iwatani (Pac-Man) e gli studi che hanno ridefinito la narrativa digitale contemporanea.

🎁 Lo sapevi che?

Il nome Tetris è una combinazione tra il prefisso greco “tetra” (quattro, come i segmenti che compongono ogni pezzo) e “tennis”, lo sport preferito del suo creatore Aleksej Pažitnov. Sviluppato nel 1984 in Unione Sovietica, è stato il primo software della storia a essere esportato dall’URSS agli Stati Uniti, diventando un fenomeno globale senza tempo.

Oggi è possibile sfidare la propria logica sulla piattaforma ufficiale play.tetris.com.

 

Conclusioni

La mostra “Play” a Torino riesce nell’impresa di sdoganare il videogioco dai confini del semplice ambito ludico per inserirlo nel canone ufficiale della storia dell’arte.

Proprio per questo è un’operazione coraggiosa che sta trasformando una residenza barocca in un ponte tra passato e futuro, dimostrando che il videogioco è oggi il linguaggio universale per comprendere la complessità del presente.

Apprezzarla significa comprendere come il digitale stia plasmando la nostra estetica e il nostro modo di interagire con il reale.

È un appuntamento imperdibile non solo per i videogiocatori, ma per chiunque voglia esplorare le nuove frontiere della creatività umana e il futuro dei linguaggi visuali.

 

Per approfondire l’argomento videogioco, visita questa sezione del mio forziere delle Risorse utili:


Domande frequenti

Qual è il tema centrale della mostra Play?
La mostra esplora il videogioco come punto di incontro tra arte, tecnologia e società, analizzando la sua evoluzione da intrattenimento a linguaggio espressivo d’avanguardia.
Perché è stata scelta la Reggia di Venaria come sede?
La scelta crea un cortocircuito visivo potente tra l’imponenza dell’architettura barocca e la fluidità del mondo digitale, sottolineando che il videogioco possiede una dignità culturale pari alle arti classiche.
Quale tipo di esperienza offre il percorso espositivo?
Si tratta di un’esperienza immersiva e multisensoriale. Attraverso 12 sale tematiche la mostra fonde interattività diretta (postazioni di gioco), contemplazione artistica (esposizione di bozzetti, concept art e video), confronto storico (dialogo visivo tra l’arte classica della Reggia e l’estetica videoludica moderna).