In questo articolo ho raccolto una selezione di contenuti della rubrica Umanista Geek best 2025 estate-autunno. Ti parlo di strumenti di intelligenza artificiale applicati allo studio della storia dell’arte, di app che utilizzo per migliorare la mia produttività, di sicurezza dei dati personali, di piattaforme esplorative, cataloghi e database culturali.

Indice dell’articolo:

  1. Sicurezza, identità digitale e protezione dei contenuti
  2. App e piattaforme per esplorare il patrimonio culturale
  3. Strumenti digitali per la creatività e la narrazione culturale
  4. Tool per la produttività dell’umanista digitale
  5. Progetti di AI applicata all’arte
  6. Conclusioni Umanista Geek best 2025

 

Sicurezza, identità digitale e protezione dei contenuti

Da quando ho esteso la mia identità nel digitale attraverso il blog e i canali social, la sicurezza dei miei dati è stata la priorità. Ho avviato una rete blindata per proteggermi come persona e come professionista, e il processo è sempre in corso di aggiornamenti:

  • TrueCaller: è un’app mobile molto nota, ottima per l’identificazione delle chiamate con la funzione spam-blocking, utile quando si lavora con molti contatti nuovi e in generale. Funziona grazie al contributo della sua community e delle segnalazioni rilasciate dagli utenti in base alla propria esperienza: i numeri che ricevono molto segnalazioni o che l’utente classifica e blocca come indesiderati, vengono automaticamente bloccati. In questo modo vedrai solo la notific adi una chiamata ma non sarai più disturbato da chiamate che ti deconcentrano;
  • Password Manager: ho smesso di archiviare le password su un foglio Excel in una cartella sfusa del mio PC o nel Drive senza chiave criptata: sono entrambi metodo a basso livello di sicurezza. Ho scoperto PM come strumento (sia versione web sia come app mobile e plugin del browser) essenziale per proteggere i miei accessi, le credenziali, le note delicate e i dati digitali;
  • Wordfence Security: quando ho iniziato la ristrutturazione del mio blog, il primo passo è stato installare questo plugin per blindare il sito WordPress: previene attacchi, tentativi di accesso indesiderati e monitora il traffico sospetto.

 

App e piattaforme per esplorare il patrimonio culturale

Eccoci nel cuore del settore culturale con i casi studio più interessanti che ho raccolto nei post su LinkedIn tra l’estate e l’autunno del 2025. Ognuno di questi è un simbolo di innovazione.

  • la sezione Tour Virtuali del portale OpenCampania offre una esplorazione virtuali e riprese aeree degli ambienti esterni e interni del Castel Sant’Elmo, compreso il Museo del Novecento nel Piazzale d’Armi;
  • la Time Machine nel portale Ecosistema Digitale Cultura Campania permette di esplorare in 3D le stratificazioni urbane della città di Napoli. È una miniera di approfondimenti per studiosi, guide turistiche e di idee per creatori di contenuti per il turismo culturale. Il primo esperimento è sulla cosiddetta via dei Musei, corrispondente all’asse di via Duomo. Sono entusiasta di questa applicazione perché finalmente si usa la tecnologia per dare visione alla natura dell’urbanistica complessa della città: l’unico modo per comprenderla e raccontarla poi, è quella di identificare ogni livello e valorizzare le emergenze architettoniche sopravvissute sul territorio;
  • Ercolano Digitale: è un caso pionieristico di applicazione mobile con tecnologia Li-Fi, cioè a connessione tramite luce LED. Offre contenuti geolocalizzati e dialoga sul percorso con i sensori beacon che si attivano durante la visita nel Parco archeologico di Ercolano. Ritengo sia uno dei migliori esempi di strumenti digitali per i beni culturali applicati all’archeologia, anche perché favorisce finalmente una quota di storytelling nell’alveare vuoto delle domus antiche. Puoi scaricarla qui dallo Store di Google Play.

 

Strumenti digitali per la creatività e la narrazione culturale

Per chi si occupa di storytelling, didattica museale e progettazione culturale, questi tool sono vere gemme:

  • Story Dice di Europeana: sei dadi narrativi digitali stampabili, ognuno con immagini di opere d’arte del patrimonio europeo. Sono perfetti per workshop, laboratori didattici e brainstorming creativi;
  • Digital Curator Art: è una piattaforma che analizza opere d’arte per pattern estetici anziché per autore o tema. È un modo rivoluzionario di esplorare collezioni tramite connessioni semantiche visive;
  • sezione Let’s Movie nel portale della Film Commission Regione Campania: giochi narrativi, backstage e gamification permettono all’utente appassionato di cinema di approfondire i contenuti dei miglior film e serie TV girati e prodotti nei luoghi della Campania. Puoi perfino ricostruire un trailer selezionando personaggi, emozioni ed elementi della trama!

 

Tool per la produttività dell’umanista digitale

Per migliorare la mia produttività personale io utilizzo molto queste due applicazioni:

  • Bookmory: è un’app mobile che mi sta aiutando a tracciare il progresso delle mie letture e mi sprona a leggere. Offre statistiche mensili e settimanali, un ampio database in cui ricercare i titoli da leggere in futuro. Posso creare anche una biblioteca digitale mobile con i miei preferiti;
  • Pomodoro App: questa è super utile per gestire il recupero fisico e mentale con pause programmate dalle sessioni di lavoro intenso. Io te la consiglio se anche tu come me lavori molte ore su testi, ricerche e progetti digitali al monitor e seduto. Puoi utilizzare la versione webapp o l’app su smartphone. Io imposto un timer di 30 minuti di sessione lavorativa, seguiti da intervalli di 10 minuti far riposare occhi, cervello, dita sulla tastiera e resettare la postura.

 

Progetti di AI applicata all’arte

Nel panorama l’intelligenza artificiale applicata ai progetti per i beni culturali, questi casi studio sono molto affascinanti:

  • Cat-IA – Catalogo Generale dei Beni Culturali: è l’assistente virtuale per navigare il database nazionale. Quando l’ho testato era lento, ma c’è da considerare che il database è ampio ed è solo un primo passo sperimentale per una futura consultazione semantica automatizzata;
  • AI di Microsoft + ResNet50: questa combo ha permesso agli studiosi di segnalare che la figura di san Giuseppe nella Madonna della Rosa attribuita a Raffaello era stata realizzata da un suo un allievo. Si è trattato di una conferma tecnica “super intelligente” a un sospetto critico già noto (fonte della notizia: Huffington Post” del 9 ottobre 2025).

 

Conclusioni Umanista Geek best 2025

Direi che la rubrica Umanista Geek best 2025 ha prodotto un bel po’ di roba. Per me ormai è diventato uno stimolo alla scoperta di nuovi strumenti digitali per i beni culturali, di soluzioni utili al lavoro quotidiano di chi crea, studia e valorizza la cultura.


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