Andrea Camilleri ci insegna che una storia non è fatta solo di personaggi: serve uno storyworld, un ambiente narrativo coerente e vivo in cui muoversi. In questo articolo analizzo una sua citazione e l’importanza per narratori e sceneggiatori di costruire quel mondo narrativo, prendendo spunto dalla “terra narrativa” della sua opera Montalbano.

Indice dell’articolo:

  1. Dalle parole al concetto: lo storyworld
  2. L’importanza dello storyworld nella narrazione
  3. Andrea Camilleri e la terra narrativa
  4. Conclusioni

 

Dalle parole al concetto: lo storyworld

Spesso nella mente del narratore i personaggi esistono già, ispirati da parti interiori o da persone vere che fanno parte della propria vita. Tuttavia, ciò che si deve costruire con tempo, pazienza e precisione è l’ambiente, il mondo, o storyworld, in cui i personaggi si muovono e vivono.

 

Questo spazio narrativo ha le sue regole e logiche, fondamentali per una narrazione coerente e coinvolgente.

Lo afferma in modo semplice e chiaro anche il famoso scrittore siciliano Andrea Camilleri:

Il narratore crea una terra dove poter far stare i suoi personaggi.

Che cos’è lo storyworld

In narratologia lo storyworld (trad. “mondo della storia”) è l’universo narrativo completo in cui si svolge una storia. Non è semplicemente l’ambientazione intesa come spazio, ma è un’entità più vasta che include i personaggi, la geografia, la storia, le leggi fisiche, la cultura, le abitudini, il linguaggio, i codici sociali, i simboli e tutti gli elementi potenziali che definiscono il contesto in cui si sviluppano le vicende.

Non deve essere per forza uguale al mondo della realtà che conosciamo, può essere un mondo secondario o «subcreato» come afferma J.R.R. Tolkien. L’ importante è che pur avendo tratti di fantasia o di distopia, mantenga e dimostri una propria coerenza e verosimiglianza interne, permettendo al lettore o allo spettatore di “accettare quel patto di verosimiglianza” e di immergersi completamente nelle vicende.

 

3 esempi di storyworld di successo

La creazione di uno storyworld solido e credibile è cruciale per il successo transmediale e la longevità di una narrazione:

  1. letteratura: un esempio iconico, che credo tu conosca bene, è la Terra di Mezzo della saga Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, con la sua storia millenaria, le sue diverse razze e le sue lingue inventate, che ne fanno un universo totalmente autosufficiente;
  2. cinema: la saga di Star Wars si regge su un universo fantascientifico enorme, con centinaia di pianeti, specie aliene da ogni galassia e un sistema, detto la “Forza”, che continua a espandersi attraverso film, serie TV, fumetti e romanzi ecc.;
  3. videogiochi: The Witcher (basato sui romanzi di Andrzej Sapkowski) si è trasformato in un franchise di videogiochi di successo. Il suo universo dark fantasy è popolato di magia, mostri, politica e moralità al limite.

 

L’importanza dello storyworld nella narrazione

La conoscenza profonda di un luogo geografico, ad esempio, può contribuire a costruire una geografia narrativa verosimile, sia essa reale o immaginaria. Questo è ciò che ha contribuito al successo della vicende romanzate Il Commissario Montalbano dello scrittore Andrea Camilleri, ambientate nella fittizia provincia di Montelusa e, in particolare, nel paese di Vigàta.

 

Sono luoghi inventati, ma ispirati dalla sua città natale (Porto Empedocle) e ad altre località della provincia di Agrigento. Invece la serie televisiva ispirata al romanzo ha trasposto lo storyworld nella barocca provincia di Ragusa, con un processo inverso: luoghi reali come Scicli e Punta Secca sono stati trasformati in quella immaginaria Vigàta “costruita” per le pagine del romanzo.

 

Andrea Camilleri e la terra narrativa

La citazione di Andrea Camilleri che stiamo analizzando insieme è tratta dal suo volume Come la penso: alcune cose che ho dentro la testa. Questo saggio è stato strutturato dall’autore come un’autobiografia in saggi e racconti in cui spiega il personaggio del Commissario Montalbano, parlando di luoghi, eventi, letteratura e politica.

 

Le storie di Camilleri in età da adolescente si intrecciano con quelle del contesto storico italiano contemporaneo vissuto. Andrea Camilleri era solito progettare la struttura dei propri romanzi quasi con un ordine “geometrico-matematico”. La sua esigenza era stabilire in anticipo capitoli, pagine, righe, e altri dettagli editoriali, per iniziare correttamente il proprio lavoro.

 

Conclusioni

Ora che abbiamo compreso quanto sia importante costruire in anticipo la “terra narrativa” in cui far muovere, esistere e interagire i tuoi personaggi, inizia subito a progettare tutto il tuo storyworld.

Solo in questo modo potrai dare al contenuto della storia e allo svolgimento della trama un contesto autentico, completo, più credibile.

Approfondisci l’argomento dei mondi narrativi con l’articolo Mark Wolf e l’arte di creare mondi narrativi. 


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