Mark J.P. Wolf, professore e studioso dei media, è una figura fondamentale nello studio del world-building, ovvero l’arte di creare mondi narrativi. Egli sottolinea l’innato bisogno umano di costruire universi narrativi come mezzo di connessione con sé stessi e con gli altri. Questo concetto, applicato al settore culturale, evidenzia l’importanza dello storytelling per dare vita a luoghi e oggetti, rendendo il patrimonio culturale un viaggio emozionale e coinvolgente. Attraverso lo storytelling, ogni angolo del territorio può diventare un “mondo” narrativo in cui il pubblico si immerge, riscoprendo storie e tradizioni che diventano parte di un’esperienza collettiva.

Indice dell’articolo:

  1. Mark J.P. Wolf e la creazione di mondi
  2. Lo storytelling creare mondi per valorizzare il patrimonio culturale
  3. L’arte di creare mondi come sviluppo del territorio
  4. Conclusioni

Mark J.P. Wolf e la creazione di mondi

L’idea di world-building sviluppata da Mark J.P. Wolf parte dalla convinzione che l’uomo non solo ama narrare, ma sente il bisogno di costruire veri e propri universi.

Nel suo libro Building Imaginary Worlds, Wolf esplora come la narrazione possa estendersi su diverse piattaforme – come libri, film e giochi – creando universi coerenti in cui ogni dettaglio contribuisce a rendere credibile il mondo immaginato.

Questa pratica non è solo un atto creativo, ma un mezzo di comunicazione profondo e intimo che permette di instaurare legami con chi fruisce di queste storie. La sua celebre frase

Creare mondi è un’azione umana.

si traduce, quindi, in un invito a esplorare la narrazione come un modo per dare un senso più ampio alla realtà, sia essa immaginaria o storica.

 

Lo storytelling: creare mondi per valorizzare il patrimonio culturale

Il concetto di Wolf trova una preziosa applicazione nel settore culturale, dove lo storytelling si rivela essenziale per far emergere il valore di opere d’arte, eventi, personaggi, monumenti e luoghi storici.

Raccontare significa far rivivere i luoghi, creando mondi che non appartengono solo al passato, ma che prendono vita attraverso la narrazione. Un musei all’avanguardia può adottare l’approccio del world-building, utilizzando lo storytelling, per rendere le collezioni più accessibili e coinvolgenti anche per un pubblico non esperto.

Attraverso un racconto coinvolgente, le opere e i monumenti non sono solo oggetti esposti, ma diventano veri e propri protagonisti di storie che si collegano direttamente alla vita del visitatore, trasformando ogni esperienza culturale in un viaggio emotivo e personale.

 

L’arte di creare mondi come sviluppo del territorio

Il world-building di Mark Wolf non si limita alla narrazione fantastica: è un processo che può essere applicato allo sviluppo del territorio. Ogni città, ogni borgo e ogni monumento ha un “mondo” da raccontare, una storia che aspetta solo di essere riscoperta.

Territori che sanno raccontarsi efficacemente non solo attraggono i visitatori, ma rafforzano il legame della comunità con la propria identità. Creare narrazioni che valorizzino le peculiarità di un luogo è un modo per dare vita a mondi che il pubblico può abitare e scoprire, rivisitando antiche tradizioni e leggende che rendono il territorio affascinante e unico.

Grazie allo storytelling, il patrimonio culturale si trasforma in un “mondo” vivo e accessibile, capace di attrarre e coinvolgere chiunque vi entri.

 

Conclusioni

In definitiva, come ci insegna Mark J.P. Wolf, creare mondi è più di una semplice pratica artistica: è un bisogno umano che trova nello storytelling una strategia potente di applicazione.

L’affinità con il settore culturale e turistico è immediata, perché i luoghi e le opere sono a loro volta mondi, contengono mondi e possono essere inseriti in mondi ancora più grandi da ricostruire e raccontare.

Allo stesso modo, anche Andrea Camilleri ha ci può insegnare qualcosa di utile sul concetto pratico di storyworld.


articolo aggiornato il 1 settembre 2025

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