Ombrediluce è un’installazione artistica permanente inserita in un progetto di valorizzazione del Borgo Casamale, centro storico del Comune di Somma Vesuviana a Napoli. Una superfice murale di cinquanta metri quadrati deturpati su via Botteghe si è trasformata in uno storytelling danzante a cielo aperto che racconta gli archetipi e l’antropologia vesuviana.

Indice dell’articolo:

  1. Materiali, tema e narrazione di Ombrediluce
  2. L’esperienza interattiva in phlay technology
  3. La street-art nel borgo di Casamale

 

Materiali, tema e narrazione di Ombrediluce

Venerdì 3 settembre 2021 Ombrediluce dell’artista Mary Pappalardo è stata inaugurata in tutta la sua tridimensionalità e polimatericità: cemento, ferro, pittura e luci.

È lunga 16 metri e alta circa 3,20 metri. La sua potenza espressiva è il racconto della storia, delle tradizioni e dell’identità del territorio vesuviano attraverso un gioco di luci, ombre e figure stilizzate. Rappresenta scene e personaggi che richiamano la tradizionale Festa delle Lucerne e la Festa della Montagna, in atto di danzare e suonare strumenti musicali della tradizione meridionale.

 

dettagli di altre figure che compongono la processione di OmbrediLuce

dettagli di figure retroilluminate che suonano e danzano – installazione Ombrediluce

 

La magia dell’opera è tutta nella materia: la roccia lavorata con un trattamento particolare reagisce alla luce al punto che le ombre stesse generano un alone luminoso dall’alba al tramonto. Il rito danzante delle silhouette figurative diventa un fumetto animato in loop, in cui anche il cittadino può inserirsi e partecipare immaginando di essere in una sorta di danza identificativa o in fila lungo una processione tradizionale.

 

visitatore tra le figure di Ombrediluce

Io mentre interagisco con le figure di Ombrediluce a Casamale

 

L’opera è stata realizzata grazie al supporto del Comune di Somma Vesuviana e dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. È un simbolo della riqualificazione culturale del borgo e, più nel profondo, è un portale ancestrale in cui i cittadini possono immergersi per riscoprire le proprie radici etnologiche.

 

L’esperienza interattiva in phlay technology

Ombrediluce è arte ma anche esperienza multisensoriale. Grazie a una web-app interattiva che funziona con tecnologia phlay e si attiva con QR-Code (ideata e brevettata da Mario Amura, direttore della fotografia e vincitore del Premio Donatello).

I visitatori possono realizzare un video-collage interattivo multimediale tramite dispositivo mobile, selezionando le fotografie scattate da Antonio Angri e le colonne sonore elaborate da Vito Ranucci. Ogni risultato personalizzato sarà unico e contribuirà a espandere il racconto e l’interpretazione dell’opera di Mary Pappalardo, secondo un’ottica transmediale.

 

La street-art nel borgo di Casamale

Le opere pensate per funzionare nel luogo e per raccontarlo sono le più memorabile. Mi piace l’dea che questa esperienza accada restando lì, nella suggestione del vicolo. Così è giusto che sia perché Ombrediluce è autoctono, è nato sul territorio vesuviano e racconta storie locali.

L’arte contemporanea site-specific è come un amplificatore della voce dei luoghi narranti. È a questi luoghi della tradizione e del vissuto quotidiano che la comunità cittadina deve ritornare, arricchita di contenuto, di simboli e di significato. Nei luoghi della propria identità deve ritrovare proiezioni di sé e della propria memoria.

L’antico borgo di Casamale fu costruito con pietra lavica vesuviana e tufo, ed è già ricco di elementi e simboli che raccontano l’identità e le memorie storiche locali. Ci sono quelle antiche (epigrafi, portali con roste, vicoli e palazzi) e ci sono le installazioni di arte contemporanea:

Ombrediluce, nell’intento di valorizzare l’abitato di Casamale come Borgo-Museo tramite la street-art, si aggiunge al murale Alma Memoria di Francisco Bosoletti, realizzato su commissione del collettivo Tramandars, sulla parete di una immobile residenziale a poche distanza dalla chiesa Collegiata del borgo.

Mi ha ricordato subito le magnifiche pale di altare nelle chiese barocche del Napoletano. L’opera, infatti, riproduce fedelmente una tela attribuita alla scuola di Francesco Solimena, che fu trafugata nel 1975 dalla Cappella Viola dedicata a san Nicola all’interno della Collegiata.

 

il murale di Bosoletti nel progetto Casamale Borgo-Museo con Ombrediluce

il murale Alma Memoria di Francisco Bosoletti nel borgo di Casamale

 

L’artista Bosoletti utilizza spesso la tecnica al negativo (come ha fatto anche per la Pudicizia nei Quartieri Spagnoli di Napoli) per rendere l’immagine in bianco e nero. In questo caso la scelta stilistica è stata obbligatoria perché l’unica fonte esistente a cui rifarsi per riprodurre la sacra conversazione fedelmente al quadro rubato, era solo una fotografia in bianco e nero, trovata durante ricerche d’archivio da un giovane componente dell’associazione. I personaggi sacri del passato rivivono con i tratti somatici di persone autoctone: la Madonna è una giovane del territorio vesuviano e il Santo assomiglia a un tipico abitante di quella terra.