- Il lato umano del gladiatore guerriero: le sezioni della mostra
- Lo storytelling per l’anteprima della mostra
- L’espansione virtuale della mostra: le Proiezioni dei gladiatori a Pozzuoli
- Gli allestimenti nei sotterranei dell’Anfiteatro Flavio
- Conclusioni
Il lato umano del gladiatore guerriero: le sezioni della mostra
La mostra dei Gladiatori è stata strutturata in 5 sezioni di visita: le origini dei giochi gladiatori legati ai riti funebri; le armi dei gladiatori; la vita quotidiana e l’allenamento; gli anfiteatri della Campania, regione che ha avuto un ruolo cruciale nella nascita e nello sviluppo di questi spettacoli; la Gladiatorimania, una sezione pensata per un pubblico più giovane e per approfondire la popolarità dei gladiatori nella cultura di massa. Sono esposti circa 160 reperti (armi, elmi, affreschi e altri oggetti legati al mondo dei gladiatori). Per l’allestimento didattico sono stati usati modelli, pannelli grafici e totem digitali per creare un’esperienza più suggestiva, per ricreare anche la fisicità e la vitalità dei protagonisti. E il Museo ha giocato e vinto in casa, perché la Campania e le città vesuviane (come Pompei) hanno avuto un ruolo centrale nella storia dei giochi gladiatori, così come evidenziato dal ritrovamento di armi e oggetti ben conservati a seguito dell’eruzione del Vesuvio. Lo storytelling della mostra racconta la figura del gladiatore sono come quel guerriero invincibile e spietato che la finzione cinematografica ci ha trasmesso, ma si addentra nella sua dimensione più profonda: l’uomo, lo schiavo costretto a combattere, un simbolo di coraggio ma anche di tragedia personale.Lo storytelling per l’anteprima della mostra
La comunicazione della mostra, e in particolare la promozione di anteprima, ha però preso in prestito elementi e suggestioni di quella stessa finzione cinematografica che in qualche modo tutti conosciamo. Nel video trailer, la dimensione museale quasi scompare per lasciare il posto a una storia a cui siamo invitati a partecipare, non a una mostra d’arte. Sceneggiatura, musiche, montaggio e testi ti immergono in un dramma epico, in cui anche tu sei l’eroe protagonista, anche tu sei un gladiatore, anzi:Tutti siamo gladiatori.come recita lo slogan della mostra. Per una mostra d’arte da atmosfere colossal è stato girato un trailer d’eccezione. Guarda il video:
Spot Gladiatori
L’espansione virtuale della mostra: le Proiezioni dei gladiatori a Pozzuoli
La sua appendice Proiezioni connette, come un portale dimensionale, le sale del Museo Archeologico di Napoli con l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, il luogo vero del racconto dei giochi e dei combattimenti dell’antica Roma. A Neapolis non si accettò mai una simile forma di intrattenimento perché la città aveva una forte tradizione greca più incline al teatro e alla musica; la brutalità e la lotta corpo a corpo, insanguinata, truce e sudata, apparteneva alla cultura romana. E Roma, nelle regioni meridionali, era Puteoli, nei Campi Flegrei, dove gli stessi cittadini contribuirono al pagamento della realizzazione di un nuovo Anfiteatro per spettacoli tra gladiatori o fiere.Gli allestimenti nei sotterranei dell’Anfiteatro Flavio
Stendardi pendenti dalla grata di areazione dell’arena riportano fronte/retro citazioni di storici e cronisti del periodo dell’antica Roma che raccontano i ludi gladiatorii. Sono elementi scenografici che in qualche modo attivano una prima vocalità narrativa all’anima del luogo, innescano una comunicazione “delle pietre” con i visitatori, aiutandoli a immaginare ciò che le citazioni descrivono. La parola attiva l’immagine che riempie il vuoto del locus. Si concentra però solo su questo tratto pedonale e non viene distribuito anche negli altri ambienti, si rischia così di esaurire il tempo di efficacia; inoltre la scelta di appenderli alla grata costringe a una fruizione con la testa reclinata in alto e non ad altezza degli occhi, sono troppo vicini tra loro. Se si fossero trasformati in audio da attivare con un touch su un video o un desk o tramite un’app dedicata, dislocandoli in maniera più uniforme all’interno e all’esterno dell’Anfiteatro? Nei sotterranei dell’Anfiteatro sono stati installati dei totem a grandezza quasi naturale, che proiettano video riproduzioni digitali di attori reali in costume con le diverse tipologie di gladiatore (suddivisi per nomen, armatura, tipo di combattimento e tipo di rivale a cui essere abbinato). I totem sono allestiti nei fornici, privi tuttavia di una componente audio (musica o voce narrante). Le figure degli attori-gladiatori oscillano, in silenzio, simulando la tensione dell’attesa prima di salire in arena e combattere.
totem digitali nei fornici dell’ambulacro sotterraneo
Conclusioni
Spero che questo allestimento resti anche al termine della mostra. È un primo tentativo di ricostruzione della memoria storica nell’anfiteatro flegreo, troppo vuoto e silenzioso da tempo. Questo monumento è un locus bisognoso di essere raccontato e vissuto con la memoria delle voci (disperse tra frammenti di marmo e fonti storiche), dei rumori (ingranaggi, passi, carrucole), delle grida (di uomini, donne, belve, scommesse, emozioni), dei gesti (duelli, giochi, armi, ferite, cadute). Suono e narrazione possono valorizzare la gloria di quel circo locale che gli antichi Puteolani costruirono con «propria pecunia».articolo aggiornato il 22 agosto 2025