Immagina di entrare in una dimora dove il lusso e l’ambizione raccontano il riscatto di chi era nato schiavo. Dopo un complesso restauro durato vent’anni, la riapertura della Domus dei Vettii restituisce al Parco Archeologico di Pompei la sua star indiscussa. In questo articolo ti racconto il mio sopralluogo tra gli affreschi mitologici e la storia della gens Vettia.

Indice dell’articolo:

  1. La rinascita della Domus dei Vettii: la notizia ufficiale
  2. Il ricordo della mia giornata di sopralluogo a Pompei
  3. I due fratelli Vettii: lo storytelling di un riscatto

📌 In sintesi


traguardo storico: la domus riapre al pubblico dopo un restauro durato 20 anni: è la star del Parco Archeologico.

élite dei Liberti: i proprietari erano ex schiavi arricchiti con il commercio del vino.

archeologia viva: dagli anelli con i nomi incisi alla figura di Priapo, ogni dettaglio funge da oggetto narrante per la storia della casa.

 

La rinascita della Domus dei Vettii: la notizia ufficiale

Sono tornato nel Parco archeologico a Pompei, dopo circa due anni dopo la pandemia da Covid-19, per visitare la finalmente la Domus dei Vettii riaperta al pubblico dopo 20 anni di cantiere per restauro.

La riapertura ufficiale è stata il 10 gennaio 2023. Si considera il culmine di un percorso di recupero multidisciplinare avviato dal 2016 e durato due decenni, con brevi riaperture parziali, sotto la direzione del Direttore generale dei Musei Massimo Osanna (per il “Grande Progetto Pompei” leggi anche la notizia sui cani robot).

Il Ministero della Cultura ha inaugurato la domus alla presenza del Ministro Gennaro Sangiuliano, sottolineando come il recupero rappresenti un modello di eccellenza per la gestione dei siti UNESCO. Questa antica casa ha un grande valore simbolico per il sito archeologico e per tutto il turismo culturale internazionale.

Secondo i dati del Parco Archeologico, l’intervento ha richiesto una sinergia tra archeologi, restauratori e architetti per risolvere criticità strutturali che risalivano a interventi degli anni Cinquanta.

Il cuore del restauro si è focalizzato sugli straordinari affreschi in IV stile, che coprono una superficie eccezionale e spaziano da scene erotiche a cicli mitologici complessi.

 

Il ricordo della mia giornata di sopralluogo a Pompei

Il mio ritorno celebra e omaggia il ritorno della memoria storica dei Vettii sulla scena turistica dopo quel lungo oblio. Gli dèi romani mi hanno regalato una piacevole giornata di sole, un cielo azzurro terso e la comodità di regio libere dalle orde turistiche.

Nella città morta di Pompei la domus dei ricchi commercianti Vettii è la star del momento, la «Cappella Sistina di Pompei», come l’ha definita il neodirettore del Parco archeologico.

Ci sono tutti gli elementi necessari per raccontare il suo valore storico e artistico:

  • lo splendore degli affreschi in IV stile
  • le casseforti del potere all’ingresso
  • l’abbondanza del giardino rigoglioso e zampillante
  • i simboli mitologici istoriati in ogni stanza.

 

doppia immagine: affresco su parete chiara raffigurante il mito di Ciparisso che osserva il cervo ferito, circondato da delicate decorazioni architettoniche dipinte; affresco romano su fondo rosso pompeiano raffigurante il mito di Dirce, situato in una parete decorata in IV stile nella Domus dei Vettii

a sinistra: affresco del mito di Ciparissio; a destra: affresco del supplizio di Dirce

 

Il mio turno di visita è durato circa un’ora, trascorsa velocemente. Gli spazi si sono subito riempiti di visitatori: turisti, tecnici, restauratori, guide.

Vado via con gli occhi colmi di quella abbondante ricchezza dei padroni di casa, ubriaco di colori, prospettive e figurine di amorini.

 

edicola sacra sporgente dalla parete con timpano e colonnine corinzie, contenente un affresco di due Lari, il Genius e un serpente agatodemone

il larario (altare domestico)

 

🏛️ Approfondimento istituzionale

Il Parco Archeologico di Pompei fornisce dettagli tecnici e storici sulla notizia della riapertura della Domus dei Vettii nella sezione news del portale ufficiale. Visita la pagina per approfondire il lungo lavoro di restauro che ha riconsegnato alla collettività gli affreschi e il sistema idrico del giardino.

 

I due fratelli Vettii: lo storytelling di un riscatto

I proprietari delle antiche domus di Pompei non li puoi più vedere ormai: non ci sono corpi, a volte abbiamo solo i nomi o i ritratti dei volti.

Quando ho pensato ad Aulus Vettius Restitutus e ad Aulus Vettius Conviva li ho immaginati all’inizio della loro scalata sociale:

Ora siamo liberti, siamo liberi. Il vino sarà la nostra ricchezza, il nostro riscatto.

 

I due proprietari avevano infatti trasformato la loro abitazione in una vetrina del loro successo commerciale nel settore vinicolo.

Seppero come riscattarsi, e per tutta la vita si sono goduti una tra le ville più ricche della Pompei vesuviana. Secondo alcuni studi scientifici, il sangue della gens Vettia era già nobile perché discendeva da quello delle maior gentium, a loro volta discendenti addirittura dai Troiani.

Se dovessi costruire una strategia di storytelling per celebrare la loro memoria, l’inizio della narrazione della domus dei Vettii partirebbe dall’elemento magico per eccellenza: i due anelli con i nomi incisi che hanno aiutato gli archeologici nel riconoscere la paternità del sito. Sono una fonte storica ma al tempo stesso sono anche l’oggetto narrante che può dar voce alle loro anime.

 

primo piano di una vasca rettangolare in marmo bianco nel giardino della Domus dei Vettii, con statue bronzee e colonne sullo sfondo

dettaglio su vasche e statue nel giardino

 

Un elemento tecnico di rilievo è la rimessa in funzione del sistema idrico originale: oggi il giardino (peristilio) è nuovamente animato da dodici fontane zampillanti, alimentate da tubature in piombo storiche, che circondano le statue marmoree e bronzee fedelmente ricollocate.

Questo equilibrio tra conservazione e innovazione tecnica permette di percepire, per la prima volta in epoca moderna, la vera atmosfera di una “casa-museo” dell’antichità

Immagino la risposta di uno dei fratelli:

Se la nostra casa è sopravvissuta, ringraziamo il sommo Priapo, nostro protettore e dispensatore di prosperità.

 

▶️ Clicca su play e guarda/ascolta il video in LIS Pompei tra le mani che racconta la casa dei Vettii sul canale YouTube ufficiale del Parco Archeologico di Pompei (🕘 durata 2:14 min.)

Casa dei Vettii - Video in LIS "Pompei Tra le Mani"

 


FAQ sulla Domus dei Vettii a Pompei

Perché la Domus dei Vettii è definita la «Cappella Sistina di Pompei»?
Questa definizione deriva dallo splendore unico dei suoi affreschi in IV stile e dallo storytelling mitologico che decora ogni stanza, rendendola una delle testimonianze pittoriche più ricche e integre del mondo antico.
Qual era l’attività dei proprietari, Aulo Vettio Restituto e Conviva?
I due fratelli erano liberti (ex schiavi) che avevano raggiunto una posizione di grande prestigio come ricchi imprenditori impegnati nel commercio del vino, riuscendo a riscattarsi socialmente fino a possedere una delle ville più sfarzose della città.
Quali sono gli elementi simbolici più importanti della casa?
Spiccano le casseforti del potere all’ingresso, i due anelli con i nomi incisi che fungono da fonte storica e la figura di Priapo, protettore della domus e dispensatore di prosperità.