Il progetto: fondi per il restauro delle antiche pietre di Neapolis
Il progetto è stato ideato e promosso dall’Associazione Onlus I Sedili di Napoli per recuperare e valorizzare colonne, epigrafi, bassorilievi e altre pietre della Neapolis antica città greco-romana. Si tratta di elemento sopravvissuti come preziose testimonianze archeologiche del passato soggette a continuo rischio di degrado e deterioramento.

locandina ufficiale dell’evento
La campagna di sensibilizzazione ha previsto anche una raccolta fondi per il restauro di questi pezzi di archeologia minore celati tra le maglie del centro storico. L’Associazione locus iste LUOGHI E MEMORIA ha partecipato in partnership con I Sedili di Napoli per la parte di ricerca storica.
Il mio contributo: ricerca storica, sopralluoghi e mappatura
Per questo progetto:
- ho svolto un lavoro di ricerca storica sulle pietre della Neapolis antica
- ho realizzato una mappatura digitale dei reperti individuati nel centro antico della città
- ho fornito contenuti per il piano di comunicazione.
🏛️ Approfondimento istituzionale (clicca per espandere)
Il Centro antico di Napoli: patrimonio dell’umanità
Il progetto “Le pietre di Neapolis” esplora il nucleo antico di Napoli, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1995. Le pietre raccontano la stratificazione di una città che ha conservato la pianta urbana della Neapolis greca originale.
Per maggiori informazioni consulta il portale ufficiale Unesco:

ricostruzione virtuale in 3D della campanile della Cappella Pappacoda e dell’immobile annesso (immagine generata con il contributo dell’intelligenza artificiale Gemini AI)
L’importanza del progetto: valorizzare la memoria delle pietre di Neapolis antica
Queste reliquie incastrate nelle mura di palazzi moderni o ai incroci dei decumani del centro antico della città costituiscono una testimonianza eccezionale della volontà di ricordare le origini classiche di Napoli.
Lasciare in mostra una semicolonna di marmo o un’epigrafia o un’architrave di riuso significava, nel Medioevo e nel Rinascimento, continuare la gloriosa memoria di legame con le origini greche di Neapolis (oltre a sfruttare gli incastri statici e funzionali di tanto materiale di risulta).
Pochi cittadini conoscono questo fenomeno. Incuria, vandalismo da graffiti, inquinamento e degrado rischiano di aggravare le condizioni materiche e di cancellare per sempre questa archeologia narrante.

dettaglio ravvicinato del registro superiore del campanile romanico della Cappella Pappacoda con elementi di epoca classica utilizzati come pietre ornamentali
Correlati
Leggi anche la scheda del progetto Sembrano pietre ma sono radici – Edizione 2017
Scopri il sequel del progetto per la valorizzazione delle pietre di Neapolis con il video documentario della seconda edizione