Hai mai avuto il dubbio se scrivere i numeri ordinali con l’apice o senza? È un’incertezza comune che spesso confonde chi scrive per il web o per la carta stampata. Siamo tutti d’accordo: una grammatica incerta può minare l’autorevolezza di un testo e distrarre il lettore dal messaggio principale.

In questo articolo ti prometto di fare definitiva chiarezza sulla differenza tra numeri cardinali e ordinali. Analizzeremo nel dettaglio cos’è l’apice, quando è realmente necessario e quali sono le regole ferree della grammatica italiana per non sbagliare mai più.

Scoprirai come una forma corretta possa migliorare la leggibilità dei tuoi contenuti digitali e quali sono gli errori più frequenti da evitare per rendere la tua scrittura fluida e professionale.

Vediamo subito come fare!

Indice dell’articolo:

  1. L’apice nei numeri ordinali: quando si usa
  2. Come scrivere i numeri ordinali: forme corrette ed errori comuni
  3. Come si scrive in modo corretto il primo giorno dell’anno
  4. Conclusioni

📌 In sintesi

  • definizione: capire cosa sono i numeri ordinali e la loro funzione
  • cardinali vs ordinali: come distinguerli per evitare confusioni comuni
  • grafia corretta: le regole della grammatica italiana per scriverli senza errori

 

L’apice nei numeri ordinali: quando si usa

I numeri ordinali sono i numeri legati tra loro da una gerarchia, cioè (come dice l’aggettivo) da un ordine di sequenza: chi viene prima e chi segue dopo.

Questa numerazione va “in ordine” e tra loro non si possono scavalcare: primo, secondo, terzo, quarto… fino all’infinito.

Questi numeri sono scritti con la nomenclatura usata degli antichi Romani (I, II, V, XXV…) e non devono essere scritti mai con l’apice ° (il pallino in alto a destra che esprime la vocale finale di pronuncia /o/).

 

Quando e dove si usano i numeri ordinali?

Vengono utilizzati per distinguere dinastie e successioni (papi, cardinali, re, imperatori, principi, santi), nella toponomastica stradale (es. vico I), nei regolamenti, nelle conferenze, nelle ricorrenze celebrative o memoriali (anniversari).

Ricordi? Anche i famosi Dieci Comandamenti della Sacra Bibbia, secondo la tradizione cristiana, furono incisi con numeri ordinali.

 

Come si scrivono i numeri ordinali: forme corrette ed errori comuni

La forma corretta per scriverli è questa:

✅ I, II, III, IV, X, XX, XXVI ecc. (senza il pallino dell’apice °). Questa è la regola esatta per sapere come si scrive “primo” a numero (o “prima”, il genere non fa differenza), “secondo”, “terzo” ecc.

Invece, la forma sbagliata è questa:

❌ I°, II°, III°, IV°, X°, XX°, XXVI° ecc. (inserendo il pallino dell’apice °).

🏛️ Approfondimento istituzionale

Per un ulteriore approfondimento accademico sulle classificazioni grammaticali, puoi consultare la definizione ufficiale dei numerali direttamente sul portale della lingua italiana.

consulta qui l’Enciclopedia Treccani sui numerali

 

Perché è un errore da matita rossa scrivere i numeri ordinali con l’apice?

Perché già pronunciandoli esprimono il loro ordine di successione (quando diciamo “primo”, anche se non sapessimo a cosa si riferisce, esprimiamo che quella cosa o quella persona è l’inizio di qualcosa e non ha antecedenti).

Con i numeri cardinali è diverso: quando diciamo “uno”, non esprimiamo l’ordine di sequenza, ma la quantità.

Se invece vuoi utilizzare la numerazione araba (cioè i numeri che usiamo nella matematica, per intenderci) soprattutto per esprimere l’ordine all’interno di classifiche, graduatorie, elenchi ecc. puoi aggiungere il pallino dell’apice (che verrà pronunciato al maschile o al femminile in base al genere del nome a cui si accompagna).

 

La forma corretta per scrivere i numeri arabi

✅ 1°, 4°, 78°, 567° ecc. (1 con il pallino, per intenderci, e così via).

Per altri usi più generici, i linguisti consigliano di ricorrere alla forma verbale cosiddetta sciolta, cioè trascrivi il numero ordinale latino in lettere: I diventa “primo”, X diventa “decimo”, XXX diventa trentesimo e così via (es. si usa nei menu per l’ordine delle portate da mangiare).

Si usa la numerazione ordinale romana quando i numeri sono piccoli; a mano a mano che crescono la loro versione a lettere diventa lunga da scrivere ed è meglio evitare, per non rischiare di commettere errori nella trascrizione (es. CXXIV è più pratico di scrivere centoventiquattresimo).

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Come si scrive in modo corretto il primo giorno dell’anno

FORMULE CORRETTE:
il primo gennaio
1° gennaio

FORMULE ERRATE:
l’1 gennaio
l’uno gennaio.

✅ Riepilogo della regola

  • numeri cardinali: indicano quantità assoluta.
  • numeri ordinali: definiscono la posizione in un elenco o in una serie.
  • forma corretta: la scrittura per esteso (in lettere) rimane la scelta più sicura per una buona scrittura senza errori.

 

Conclusioni

In conclusione, conoscere la differenza tra cardinali e numeri ordinali è il punto di partenza per chiunque voglia padroneggiare la lingua italiana.

La corretta applicazione di queste regole grammaticali non solo evita errori banali, ma garantisce precisione e rigore a ogni tuo scritto.

Che si tratti di indicare una data o una posizione in classifica, scegliere la forma corretta è il primo segno di attenzione verso chi legge.

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FAQ sui numeri ordinali

Qual è la differenza tra numeri cardinali e ordinali?
I numeri cardinali indicano una quantità (uno, due, tre), mentre i numeri ordinali indicano un ordine o una posizione in una serie (primo, secondo, terzo).
Come si scrivono correttamente i numeri ordinali in cifre?
Secondo la grammatica italiana, per indicare i numeri ordinali in cifre si aggiunge una piccola lettera in esponente (1°, 2ª) o si utilizzano i numeri romani (I, II, X, MC), che sono ordinali per definizione in molti contesti (es. i secoli).
A Capodanno si usa il numero cardinale o ordinale?
Si scrive “primo gennaio” (ordinale) o “1° gennaio” (cardinale)? La grammatica italiana accetta entrambe le forme, ma l’uso dell’ordinale per il primo giorno del mese è la consuetudine più elegante nella nostra lingua.