Siamo tutti Dante Alighieri.

Dunque, si può restare famosi con la cultura anche 700 anni dopo la propria morte. E come si fa?
Umani, restando umani fino all’ultimo, raccontando storie di umanità e di uomini e di donne, ma soprattutto esponendosi, e raccontando la propria storia, la propria umanità. Perché tutti come, Dante, siamo in viaggio dentro noi stessi, per capire il senso della vita, per avere pace e riabilitazione con i nostri lati oscuri.

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Questa foto è il mio ricordo in una giornata di sole a Ravenna, davanti al suo sepolcro. La sua carne non c’è più, ma la sua memoria e la sua intuizione si son trasformate in un codice genetico che vive in eterno nel nostro DNA italiano.

Dante ci piace, e ci piacerà sempre. E lo sentiremo sempre uno di noi

Siamo tutti Dante Alighieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pronti a resettarci di nuovo?

È 25 marzo, quando Dante iniziò l’esperienza immersiva con la tecnologia della letteratura, e viaggiò in un mondo virtuale: sé stesso. Ricominciamo anche noi, scegliamo il nostro Virgilio, e andiamo giù, dentro il nostro Inferno, dentro il nostro Purgatorio, dentro il nostro Paradiso.


locandine e materiale Rassegna Stampa del Ministero della Cultura Italiana

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