I frammenti superstiti della cosiddetta Cona dei Lani sono stati restaurati e musealizzati in una nuova sezione della Certosa e Museo Nazionale di San Martino di Napoli. L’esposizione è stata allestita in una nuova sala del corridoio delle Carrozze Reali, di fronte all’antica Spezieria dei monaci, che ora prende il nome di Sala dei Cona dei Lani.

Indice dell’articolo:

  1. Che cos’è la Cona dei Lani e perché è importante?
  2. La storia della Cona dei Lani a Napoli
  3. Una sceneggiatura per raccontare l’opera
  4. Gli eroi che hanno salvato la Cona dei Lani
📌 In sintesi

  • • origine e committenza: la Cona dei Lani a Napoli è un’edicola marmorea realizzata nel XV secolo per la potente corporazione dei macellai (i lani).
  • • firma d’autore: Attribuita a Domenico Napoletano, l’opera rappresenta una sintesi perfetta tra la grazia del Rinascimento toscano e le influenze locali napoletane.
  • • simbolismo religioso: Il rilievo narra la Natività e il Presepe di Cristo, diventando un punto di riferimento devozionale nel cuore del quartiere Mercato.

 

foto di corredo all'interno dell'articolo di blog con la visuale interna sulla Sala della Cona dei Lani nel Museo di San Martino a Napoli

interno della Sala della Cona del Lani

 

Che cos’è la Cona dei Lani e perché è importante?

I frammenti della Cona sono opere in terracotta decorata che rappresentano il mistero della salvezza cristiana. Decoravano la Cappella dei Lani (o bucceri o macellai), un tempo nella chiesa di Sant’Eligio Maggiore al Mercato di Napoli.

 

fotografia composta con la cappella della Cona dei Lani nella Chiesa di Sant'Eligio Maggiore e alcuni frammenti della trabeazioni esposti nel museo

a sinistra: la cappella che ospitava la Cona dei Lani nella chiesa di Sant’Eligio Maggiore, a destra; frammenti della trabeazione esposti nella sala museale

 

La struttura della cona è considerata il più imponente complesso policromo del Rinascimento meridionale italiano, realizzato e firmato da Domenico Napoletano, uno scultore di origine lombarda che fu protagonista della cultura tardo-rinascimentale napoletana.

 

immagine della firma dell'autore della Cona dei Lani e dalla data di realizzazione

Natività – particolare della data e della firma dello scultore Domenico Napoletano

 

L’opera è una reliquia della memoria artistica cinquecentesca che rivestiva la chiesa di fondazione angioina, e che andò distrutta a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

 

▶️ Clicca su play e guarda il breve documentario dettagliato sulla Cona dei Lani il video sul canale YouTube ufficiale della Musei Nazionali Campania (🕘 durata 9:4 min.)

 

La storia della Cona dei Lani a Napoli

Frammenti, sculture e busti esposti sono ciò che resta della ricca decorazione della distrutta Cappella dei Lani nella chiesa di Sant’Eligio al Mercato. Furono ritrovati per la prima volta durante i lavori del Dopoguerra, sepolti sotto il pavimento della stessa Cappella che li accoglieva.

L’interramento fu eseguito nel Settecento quando la chiesa fu “rimodernata” secondo un nuovo gusto e stile artistico, che imponeva la rimozione di elementi monchi e sgradevoli, ritenuti non più degni per un luogo sacro.

Dopo la scoperta, i pezzi superstiti (teste, mezzi busti, figure intere e molti elementi dell’architettura della cona) furono accumulati e divisi tra diversi depositi cittadini e dimenticati.

 

fotografia a corredo dell'articolo sulla Cona dei Lani con busto di Madonna con Bambino e il Re Davide musicante

Madonna con il Bambino e busto del re David musico

 

Il puzzle di assembramento ha riportato in vita figure di Sibille, Profeti, il Cristo Redentore, la scena dell’Adorazione del Bambino, il coro di Angeli musicanti, la Vergine e la predella con Storie e martirio di san Ciriaco.

Non c’è una ricomposizione della cona perché mancano così tante parti, che i curatori della mostra hanno preferito presentarla nella sua nuova bellezza e suggestione: quella di “maestosi frammenti” che raccontano una storia singola e plurale al tempo stesso.

 

immagine a corredo dell'articolo in cui è fotografata la Sibilla B con un putto alato

cd. Sibilla B, forse identificabile con la Sibilla Delfica

 

Una sceneggiatura per raccontare l’opera

Al termine della serata di inaugurazione al pubblico del 1° luglio 2021, questo è il messaggio che mi sono portato nel cuore e nella mente. Come un messaggio, un annuncio di vicinanza, tra l’arte e gli uomini e le donne di questa generazione difficile e precaria.

Ho scritto questa sceneggiatura ispirato dalle parole dei relatori, dai commenti dei partecipanti, dalle sensazioni e dalle emozioni che ho vissuto lungo la galleria dello spazio espositivo.

«Quando vi diranno siete brutti/e senza trucco, quando vi sentirete incompleti, quando le situazioni della vita vi metteranno in difficoltà, quando la società vi farà pesare imperfezioni e disabilità, quando sarete costretti a cambiare casa, a restare nel silenzio, quando ci sarà il pericolo di essere distrutti perché ormai fuori moda, NON MOLLATE MAI!

Pensate a noi, eravamo il top del Rinascimento napoletano, anzi no, del Meridione di Italia. Eravamo a colori, eravamo  un’unica narrazione potente, sotto gli sguardi di tutti e avevamo una Cappella tutta nostra nella chiesa medievale del Mercato. I Lani ci hanno voluto e ci hanno dato la vita.

Alcuni uomini sono malvagi, distruggono e dimenticano.
Ma altri no. Altri ci hanno salvati.
Ora siamo frammenti, incompleti, sì è vero, ma siamo frammenti d’autore, siamo belli anche a pezzi, frantumati, imperfetti, smembrati. La storia che ti raccontiamo è ancora viva.
Adesso siamo nel Museo della Memoria di Napoli, siamo saliti sul Vomero. Vorrei dire, mica roba da poco.

Quando ti senti a pezzi e imperfetto, vieni a parlare con noi. Ti capiremo, in silenzio, senza giudicarti.
E ti racconteremo una memoria della città antica.»

autore: Giovanni Postiglione

 

immagine a corredo dell'articolo con la fotografia sui frammenti parte della Natività

gruppo della Natività

 

Gli eroi che hanno salvato la Cona dei Lani

La Direzione Regionale Musei Campania diretta da Marta Ragozzino (una delle responsabili del progetto) ha presentato l’evento di inaugurazione della nuova Sala Cona dei Lani.

Francesco Delizia direttore della Certosa e Museo di San Martino ha diretto il progetto di allestimento, realizzato da Cassandra Lo Gatto e Ludovica Giusti per attrezzare la sala ospitante, proprio di fronte a quella della Spezieria. Brunella Velardi è l’autrice dei testi per i pannelli di accompagnamento alle opere esposte. Matteo e Marco Pedicini hanno realizzato il video che evoca la vicenda della Cona.

 

Ingresso della Certosa di San Martino a Napoli, contesto espositivo della Cona dei Lani

l’ingresso nelle sale espositive all’interno della Certosa di San Martino

 

Maria Ida Catalano (professoressa dell’Università della Tuscia di Viterbo) è stata tra le prime ad avviare le ricerche storico-artistiche, prestando anche la propria consulenza scientifica per gli interventi di restauro diretti da Mariella Utili e Salvatore Buonomo. Il Segretariato Regionale del Ministro della Cultura è reso possibile lo sblocco del finanziamento necessario a completare il restauro del gruppo scultoreo.

Gennaro Borrelli fu il primo nella metà degli anni Settanta ad attribuire la Cona alla mano dello scultore Domenico Napoletano. Nel 1998 Pierluigi Leone de Castris (docente dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa) identificò la Cona in una serie di frammenti conservati nei depositi di Palazzo Reale. Nicola Spinosa, ex Soprintendente, fece avviare l’intervento di restauro a cura del Consorzio R.O.M.A., che fu eseguito e completato entro l’anno 2018.

Fonte materiale informativo

Le informazioni relative alle fasi di intervento, alla messa in sicurezza e alla valorizzazione del rilievo marmoreo sono tratte dal comunicato ufficiale del Ministero della Cultura. Il progetto di restauro e musealizzazione della Cona dei Lani rappresenta un intervento cardine per la salvaguardia del patrimonio scultoreo della chiesa di Sant’Eligio al Mercato.

 

Statua lignea di sant’Ambrogio con libro esposta accanto ai rilievi della Cona dei Lani a Napoli

prospettiva sulla statua di sant’Ambrogio

 


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