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Un post condiviso da Giovi {umano aumentato} (@giovanni_postiglione) in data:

– Chi è questo?
– Un poeta, dicono.
– Chi ce lo ha messo? Non può stare qui, non è un dio!
– La stele è emersa in una notte. È inciso il nome, leggi…
– Ah, ho capito. Sì lo chiamano il Giovane Favoloso. Ma non è degno di questo cielo. Non hanno trovato neanche le ossa.
– Beh, ho sentito dire di lui che abbia interrogato la Vita, l’Universo, la Natura, la Sofferenza.
– E io invece ho sentito dire che era malaticcio e pure infelice.
– Non so che dirti, ora è qui.
– Ma poi, chi lo ha permesso? Quale dio lo ha chiamato?
– Sono stati gli uomini. Loro hanno celebrato la sua memoria. Lui è qui, spinto dall’ammirazione e dall’affetto che nutrono per la sua poesia, dal ricordo vivo per lui.
– Possibile che sia un semidio? Lui? Senza ossa?
– Lo sai bene. È da tempo ormai che è iniziata una generazione di nuovi eroi. È un nuovo Olimpo.


La narrazione è ispirata a luoghi e personaggi veri, ma liberamente elaborata in modo fantasioso.
Quali elementi ho utilizzato per questa storia digitale?

  • LUOGHI: presunta tomba di Giacomo Leopardi in forma di stele, esposta nel Parco Vergiliano di Piedigrotta a Napoli
  • PERSONAGGI: Giacomo Leopardi (poeta e scrittore, morto a Napoli il 14 giugno 1837)
  • GENERE NARRATIVO: mitologico, fantasy

 

[foto cielo nuvoloso di Dimitris Vetsikas da Pixabay ]

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