L’Umanesimo è stato un capitolo fondamentale per lo sviluppo della storia dell’arte occidentale. Sai che però è anche un principio che può guidare in maniera autentica ogni progetto di comunicazione, culturale o commerciale?

Mettere la persona al centro, come insegnava il pensiero umanista, significa valorizzare luoghi, prodotti o tecnologie, concentrandosi su chi li vive davvero. È un principio semplice ma spesso dimenticato. Ci si concentra sulla forma di un’esperienza dimenticando chi dovrà attraversarla.

In questa riflessione parto da un dato di scala per tornare a una domanda tipicamente umanista: come si progetta davvero pensando alle persone, prima ancora che ai luoghi, alle storie o ai prodotti che le raccontano?

Indice dell’articolo:

  1. Il cuore dell’Umanesimo: le persone come centro della vita
  2. Pensare e progettare come una persona
  3. I luoghi, le storie, i prodotti secondo l’Umanesimo
  4. Conclusioni

📌 In sintesi

•
il mondo è un contenitore: le persone ne sono il vero centro
•
pensare come una persona: psicologia e ascolto prima di tutto
•
luoghi, storie, prodotti: esistono solo in funzione di chi li vive

 

Il cuore dell’Umanesimo: le persone come centro della vita

Secondo Worldometers, a marzo 2018, sul pianeta Terra eravamo 7 miliardi, 608 milioni, 76mila, cinquecento e rotti.

Sono le persone della popolazione mondiale. La razza umana si aggira intorno a questa mega cifra, un’oscillazione di numeri che sarà già mutata quando avrò pubblicato questa riflessione.

Non faccio altro che pensarci.

Il centro di tutta la vita e di tutto l’universo conosciuto è l’individuo.

Siamo noi, sono io che scrivo, sei tu che leggi. Il mondo che ci circonda, in tutte le sue dimensioni fisiche, metafisiche, naturali e artificiali, analogiche e virtuali, è solo un grande contenitore.

Senza le persone nulla avrebbe senso e nulla servirebbe.

Le abitazioni e le città sono in funzione delle persone, le automobili e gli aerei sono in funzione delle persone, così come lo sono i vestiti e le scarpe (che hanno addirittura le taglie), lo sono tutti i prodotti e i servizi commerciali, lo è il marketing, il business, l’arte e la tecnologia. Si potrebbe fare a meno di tutto questo solo se l’uomo (le persone) non esistesse.

La natura andrebbe avanti da sola, insieme al regno animale (forse gli unici che in qualche modo non hanno bisogno di noi).

 

🏛️ Approfondimento istituzionale

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia custodiscono dal 1822 l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, il disegno che raffigura la figura umana iscritta nel cerchio e nel quadrato secondo le proporzioni ideali descritte dall’architetto romano Vitruvio. È l’immagine simbolo, richiamata in questo articolo, dell’uomo come misura di tutte le cose: una fonte primaria per chi vuole approfondire l’origine visiva del principio umanista raccontato nel testo.

 

Pensare e progettare come una persona

Il modo migliore dunque per arrivare alle persone è pensare in funzione delle persone, agire secondo la vita e le abitudini delle persone, mettere al centro le persone in qualsiasi attività che offra loro qualcosa.

Questa è l’unica metodologia per interagire al meglio nell’ambito in cui operiamo, qualunque esso sia. Pensa al tuo, ad esempio, non è così? (prova a pensare al tuo lavoro e trova un riferimento).

In qualità di umanista che attinge input, contenuti e strategie da diverse discipline, ammetto di avere una predilezione per la psicologia.

I terapeuti conoscono l’interiorità dell’uomo, il funzionamento dell’io e della psiche. Penso che loro siano privilegiati perché lavorano per il bene della mente umana, ne godono il fascino e la bellezza, ne studiano i comportamenti.

Oggi qualsiasi lavoro o progetto dovrebbe avere un aspetto psicologico, di ascolto, di visione umanistica delle vita.

Comprendere come ragionano le persone, da cosa vengono spinte quando agiscono, cosa comunicano, quali storie si portano dentro, perché e come si emozionano, come e perché scelgono, come e perché compiono azioni, penso sia la chiave per quel “successo” che tutti cercano.

Ciascuno nella propria professione, qualunque essa sia. Successo, intendo, non in termini di ricavi economici, quanto di legame con la persona.

È vero quando dicono che bisogna immedesimarsi negli altri, che è fondamentale ricostruire il proprio pubblico, studiarlo, profilare le caratteristiche sociologiche.

Umanizzare la comunicazione e la scrittura, umanizzare le marche e i prodotti, progettare musei, abitazioni e periferie a misura d’uomo, elaborare percorsi culturali sulla base delle esperienze e delle esigenze della persona.

In questo articolo ti spiego perché, in virtù di questo principio umanistico, devi essere il primo a testare il tuo progetto per adeguarlo alle esigenze del tuo pubblico.

 

I luoghi, le storie, i prodotti secondo l’Umanesimo

I luoghi: sono vissuti dalle persone, abitati dalle persone, resi memorabili dai personaggi, celebrati dalle loro esperienze. Se si punta solo alla “forma” di un luogo, e non si bade a chi lo vive, si perde in partenza.

Le storie: sono abitate da persone, non da prodotti. Sono preferite e cercate dalle persone, sono intrise di emozioni e sensazioni, non di materia, sono frutto dell’immaginazione, della memoria, degli archetipi, degli istinti, dei desideri, della parola, dell’esperienza (tutte dimensione interne nel micro-cosmo della persona).

I prodotti: oggetti, servizi, strumenti, tutto è pensato per la persona. Il destinatario è sempre la persona.

 

Conclusioni

Ritorniamo all’Umanesimo. Ritorniamo a pensare e disegnare le attività in modo vitruviano: la persona al centro.

Se le persone non comprano, non rispondono, non si muovono, non ascoltano, non sperimentano, non ti seguono, non vengono, non aderiscono, non visitano luoghi e musei, non cliccano, non parlano e non ricordano.

Accade perché non hanno ritrovato sé stesse in quella esperienza offerta.

Think human, be human.

 

Disclaimer immagini IA

Alcune immagini presenti a corredo dell’articolo sono state realizzate con il contributo dell’intelligenza artificiale generativa con mio prompt dettagliato. Sono originali, generate su misura per accompagnare il testo informativo. Non riproducono opere coperte da copyright, marchi registrati o persone identificabili, nel rispetto delle normative vigenti.


FAQ su umanesimo e persone al centro

▶ Cosa significa mettere le persone al centro nella comunicazione?
Significa progettare luoghi, storie e prodotti partendo da chi li vivrà, non dalla loro forma: un museo, un brand o una città esistono solo in funzione delle persone che li attraversano e li rendono memorabili.
▶ Perché la psicologia è importante per chi progetta esperienze culturali o di brand?
Perché conoscere come le persone ragionano, si emozionano e scelgono permette di costruire comunicazione, luoghi e prodotti che rispondono a bisogni reali, non solo a criteri estetici o funzionali.
▶ Cosa lega questo principio all’Umanesimo e all’uomo vitruviano?
L’Umanesimo pone la persona come misura di tutte le cose, proprio come l’Uomo Vitruviano di Leonardo la pone al centro del cerchio e del quadrato: un principio che, applicato alla comunicazione contemporanea, ribalta la prospettiva dal prodotto o dal luogo alla persona che li vive.