Nel cervello di Van Gogh

A Pozzuoli, la città degli antichi Romani nei Campi Flegrei, è arrivata la mostra multimediale Virtual Van Gogh.
Per undici minuti sono entrato nel cervello del pittore e mi ha racconto tutto. Non solo informazioni di genere artistico o stilistico (che diciamo la verità, a volte sono noiose se comunicate in modo poco coinvolgente), quanto idee e intuizioni che la Natura gli aveva ispirato.

La crisi del cervello

Mi sono emozionato? Sì, molto. E le mie “amate” vertigini mi hanno fatto riflettere sulla dinamica che la tecnologia della Realtà Virtuale esercita sul cervello umano: una crisi, una vera crisi in cui deve decidere.
Il cervello, attraverso le percezioni neuronali, avverte di dover gestire improvvisamente due realtà. Deve decidere se:
riorganizzarsi con nuovi input, novi movimenti e nuove percezioni, e ambientarsi completamente in un altro mondo (è la prova di una esperienza tecnologica immersiva);
restare “razionale” e ritornare ogni tre secondi con i piedi per terra, e ricordarsi che appartiene alla dimensione reale.

La libertà nel virtuale

Poter “esistere” e passeggiare/navigare all’interno di un mondo virtuale mi ha spinto a pretendere una sorta di libertà: ho avuto l’impulso di scendere dalla cabina di viaggio come spettatore, ed esplorare oggetti e percorsi diversi dal menu di navigazione progettato. Quasi di correre e toccare quello che mi attirava, quello che volevo. Per la serie: se mi proponi un nuovo mondo, allora io voglio conoscerlo interamente!

umanista digitale e Van Gogh Experience

Mascherina, Oculus Go e start!

In breve, questi sono stati, secondo me, i PUNTI FORTI della mostra:

  • esperienza empatica
  • narrazione in prima persona con la voce del pittore
  • didascalismo e nozionismo abbattuti
  • racconto di vita (un uomo ti spiega come sono nate le proprie ispirazioni artistiche, e il primo a emozionarsi è lui!)
  • cieli stellati, campi di fiori e panorami campestri molto simili al reale.

e i PUNTI DEBOLI:

  • esperienza senza possibilità di interazione
  • piano di visuale elevato rispetto al piano di calpestio della scena virtuale (questo mi ha provocato più volte senso di vertigini).

Se potessi scegliere, quale pittore o artista vorresti come protagonista in queste digital exhibition immersive?

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